Non c'è risposta e non ci sarà risposta. Risposta impossibile...la domanda è priva di coerenza logica interna ed esterna.



Il rischio pernicioso e pericoloso nelle riflessioni e nelle prassi dei cristiani ritenuti progressisti (-uso questo vocabolo generalista seppur ambiguo solo per modalità comunicativa) e delle loro congregazioni ecclesiali sta nel restare (e voler restare) prigionieri dell'ufficio rilascio e revoca patenti di cristianesimo

E costoro, i progressisti e le progressiste, utilizzano gli stessi schemi valutativi, di valutazione di estrema violenza verbale ed ecclesiale, specifici e propri dei cristiani tradizionalisti e conservatori, delle loro pretese di verità e delle loro congregazioni ecclesiali. 

Entrambi gli schieramenti (ma sono anche più di due…) emettono sentenze di anatema, di eresia, di scisma l'uno contro l'altro e viceversa nella presunzione/ossessione/tentazione di possedere per intero tutta quanta la verità teologica, pastorale, civico-politica della sequela all'annuncio evangelico. Entrambi gli schieramenti stanno dentro- con contezza piena- il famigerato "extra ecclesiam nulla salus " esito ovvio del sistema niceno- costantipolitano, dell'editto di Tessalonica, e del primato della metafisica e della dogmatica dentro tutte quante le chiese cristiane...il tutto simbolicamente posto in essere e in esistenza  dall'assassinio e con l'assassinio di Ipazia di Alessandria 

E c'è anche una precisa aggravante: entrambi gli schieramenti sono ambasciatori e agenti di polizia della nozione di "respublica christiana "e poco importa quali contenuti essa abbia e presenti. In entrambe le parrocchie citate, fondamentale è costruire una città cristiana in quanto e perché tale. Con tanti saluti alla laicità dell'esistenza concreta e al cuore di ogni soggettività, qualunque ne sia l'orientamento e la consapevolezza. 

Entrambe le parrocchie citate odiano le soggettività libere, odiano i dissensi, odiano i dubbi, odiano i disertori, odiano i disarmati, odiano i NON-identitari 

Entrambe le parrocchie, per niente laicalmente, rifuggono, teoreticamente e nella prassi, il buonsenso dei e sui limiti di ogni professione di fede (anche qui e da loro il senso comune ha ucciso il buonsenso) Non accettano e non possono accettare che la professione di fede è/sia  una nobile narrazione, una nobile fabula con orizzonte di senso solo dentro quella soggettività personale e congregazionale che la professa. Pretendono che la loro lettura non sia una semplice interpretazione ma L'unica verità coniugata, il depositum fidei rivelato e custodito. 

Invece, cari tutti e care tutte di entrambe le parrocchie, in principio NON è il Logos ma è l'Interpretazione e dire che il principio sta nell'Interpretazione è esso stesso interpretazione…un sano relativismo affinché  anche il dire in principio è il Logos sia riconosciuto  esso stesso come  interpretazione

Tutte le interpretazioni, le infinite interpretazioni, hanno pari dignità epistemologica ed anche ecclesiale, ciascuna dentro la tenda chiesastica che la vive e l'afferma. Ed è ovvio che non ha senso lo stare in comunione tra tende ecclesiali di distanti e distinte interpretazioni come non ha senso-ed è pure volgare- l'intero movimento ecumenico del CEC: una semplice struttura politica con chiari obiettivi politici al pari del Fondo Monetario Internazionale per la costruzione di un'arma di distrazione delle masse cristiane. 


Qui la perfidia: tutte le interpretazioni del Vangelo non solo hanno pari dignità ecclesiale(il che, per me, è ovvio ma è banalmente ben poca cosa) ma questa pari dignità ecclesiale implica e deduce che sono tutte interpretazione di cittadinanza cristiana.

Quindi il cristianesimo, il cristianesimo realizzato, è di per sé ambiguo e fonte di ambiguità. Esso, all'interno delle sue dinamiche teologiche e dogmatiche, ammette e deve ammettere tutto e il suo contrario. E coloro i quali e le quali, all'interno delle citate dinamiche, cominciano ad anatemizzarsi a vicenda come funzionari del noto ufficio di revoca e rilascio patenti, sono soltanto attori da avanspettacolo rispetto al quale loro teatro, l'Ambra Jovinelli è la Scala. 

Da qui altra perfidia: le interpretazioni si valutano non in sé e per sé ma per gli esiti che,  nella concretezza della laicità della vita quotidiana degli uomini e delle donne, esse assumono.

Quindi come esempi… il cerchio magico planetario che si identifica simbolicamente nell'ufficio preghiera del MAGA dell'attuale presidente USA, è cristiano data l'ambiguità strutturale del cristianesimo. E quindi non ho alcuna intenzione di anatemizzarlo teologicamente ed ecclesialmente. Non solo non mi interessa ma, se lo facessi, starei nello stesso contenitore di metodo  Ma il loro esito civico ed esistenziale è il fascismo. Va combattuto non in sede teologica (l'ambiguità è strutturale al cristianesimo realizzato e non può che esserlo) ma in sede civica, esistenziale e politica. 


Identica perfidia e riflessione verso quelle teologie progredite dell'Occidente tutto e tutto quanto che, nel porsi effettivamente come teologie liberal per il rinnovamento, mi sembrano e mi appaiono cicisbee della ristrutturazione liberista da non mettere mai in questione. Quindi sicuramente cristiane( il cristianesimo realizzato vive di ambiguità) ma funzionali al mantenimento dello status quo. Possono certamente  interessare l'Internazionale socialista e democratica, la deputata USA Occasio-Ortiz, il teologo Vito Mancuso,  i grandi gruppi editoriali ed imprenditoriali delle consorterie padronali "liberal" attente a difendere i propri diritti sociali e civili ma non quelli degli oppressi e delle oppresse. 


Mi resta un problema: che fine ha fatto Gesù di Nazareth? 

Non c'è risposta e non ci sarà risposta. Risposta impossibile...la domanda è priva di coerenza logica interna ed esterna.


  

 


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